Skip to main content
OneTouch® brand lifestyle

Che cos’è il Diabete Gestazionale?

Guida al Diabete Gestazionale: il diabete in gravidanza

Che cos’è il Diabete Gestazionale?

Ragazza sul divano

Il diabete è una malattia caratterizzata da livelli elevati di glucosio nel sangue. Il diabete può insorgere a qualunque età e colpisce persone di qualsiasi razza e sesso. Si tratta di una patologia comune che interessa circa il 5-15% della popolazione adulta mondiale.

Il diabete gestazionale è una forma specifica che colpisce le donne in gravidanza e solitamente si resolve, scomparendo dopo il parto. Nella maggior parte dei casi, quindi, si tratta di una condizione transitoria, ma potenzialmente pericolosa a causa degli effetti negativi che un elevato livello di glucosio nel sangue (iperglicemia) può avere sul feto. Inoltre, costituisce un importante fattore di rischio che aumenta la possibilità di una futura diagnosi di diabete per la donna.

Il diabete gestazionale è la patologia più comunemente diagnosticata nelle donne in gravidanza e coinvolge circa il 10% di esse.

Cause del diabete gestazionale: Perchè le donne in gravidanza possono sviluppare il diabete?

I livelli di glucosio nel corpo umano sono regolati in modo molto preciso e in condizioni fisiologiche si mantengono in un intervallo compreso tra 70 e 120mg/dl.

Ogni volta che assumiamo cibo o bevande la concentrazione di glucosio nel sangue aumenta. L’entità di questo aumento dipende dalla quantità e dal tipo di cibo ingerito. Il corpo umano risponde all’aumento dei livelli di glucosio nel sangue producendo insulina (un ormone secreto dal pancreas). Grazie all’insulina il glucosio viene trasferito dal sangue alle cellule, che lo utilizzano per svolgere le loro funzioni vitali. In questo modo il livello di glucosio nel sangue diminuisce. In condizioni fisiologiche, il pancreas produce la quantità di insulina necessaria a mantenere stabile la concentrazione di glucosio (tra 70 e 120mg/dl – intervallo di normoglicemia), a prescindere da ciò che mangiamo.

Il passaggio del glucosio dal sangue alle cellule può essere alterato da due differenti fattori: una quantità insufficiente di insulina prodotta dal pancreas o l’insensibilità delle cellule all’azione svolta dall’insulina stessa. La ridotta sensibilità delle cellule all’azione dell’insulina viene denominata insulino-resistenza e per contrastarla è necessaria una quantità maggiore di insulina.

L’insulino-resistenza in gravidanza è un fenomeno fisiologico dovuto all’effetto degli ormoni sul corpo materno, il rilascio dei quali è necessario per portare a termine la gravidanza. L’aumento dell’insulino resistenza comporta un aumento della produzione di insulina, che rende possibile mantenere i livelli di glucosio nell’intervallo di normoglicemia. Nel 10% delle donne in gravidanza, tuttavia, il pancreas non è in grado di aumentare la produzione di insulina, il che comporta un aumento dei livelli di glucosio nel sangue e quindi l’insorgere del diabete gestazionale.

I fattori che aumentano il rischio di diabete gestazionale sono*: sovrappeso e obesità, età uguale o superiore a 35 anni, familiarità di primo grado (Fratelli, sorelle, genitori) per diabete di tipo 2, storia pregressa di diabete gestazionale, sindrome dell’ovaio policistico, precedente parto di un neonato di peso superiore a 4 Kg, etnie a elevato rischio (Asia meridionale, Medio Oriente, Caraibi) e alterata glicemia a digiuno (100-125 mg/dl).

Le linee guida italiane* per la cura del diabete mellito prevedono che tutte le donne che presentano almeno un fattore di rischio vengano sottoposte al test per il diabete gestazionale.

Questo test consiste in un esame del sangue particolare, detto “curva glicemica”. Per eseguirlo è necessario assumere 75gr di glucosio e sottoporsi poi a tre prelievi di sangue: a digiuno, dopo 60 minuti e dopo 120 minuti dall’assunzione del glucosio.

Nei giorni precedenti il test l’alimentazione deve essere libera e comprendere almeno 150 grammi di carboidrati al giorno**. Il test deve essere eseguito al mattino, a digiuno (devono essere passate almeno 8/12 ore dall’ultimo pasto) e durante il test la paziente deve rimanere a riposo, non deve mangiare, né fumare, né fare alcuna attività fisica.

La diagnosi di diabete gestazionale è definita dalla presenza di uno o più valori uguali o superiori a quelli riportati di seguito:

A digiuno: 92 mg/dl
A 60 minuti: 180 mg/dl
A 120 minuti: 153 mg/dl

Quali sono i rischi del diabete gestazionale

Il glucosio è la principale fonte di energia per il feto, che lo utilizza per il suo sviluppo. Se il sangue materno contiene troppo glucosio, però, il corpo del bambino trasforma il glucosio in eccesso in grasso e alcuni organi e tessuti si sviluppano in modo eccessivo (tessuto adiposo sottocutaneo, muscoli, cuore, fegato). A causa di questo stato, chiamato macrosomia, il corpo del bambino non si sviluppa in modo proporzionato rispetto all’aumento di massa corporea. Il bambino quindi può essere grande ma presentare ancora caratteristiche tipiche dei prematuri, come per esempio una grave epatite neonatale.

L’iperglicemia materna può anche comportare l’insorgenza nel bambino di una ipoglicemia neonatale.

La macrosomia fetale può causare problemi durante il parto naturale, il che comporta un aumento della frequenza di parti cesarei, possibili lesioni al canale uterino e al bambino stesso. I neonati che al momento della nascita pesano più di 4 Kg hanno una maggiore probabilità di diventare obesi, sviluppare diabete e ipertensione arteriosa rispetto ai bambini che al momento della nascita presentano un peso nella norma.

La gravità e il rischio delle complicanze appena descritte sono strettamente collegati all’entità dell’iperglicemia: maggiore è il livello di glucosio nel sangue, maggiore è il rischio di complicanze.

Se trascurato, il diabete gestazionale può avere come conseguenze:

  • Macrosomia (elevato peso del bambino alla nascita);
  • Ipoglicemia e altri disturbi neonatali;
  • Aumento del rischio di parto cesareo e lesioni perinatali;
  • Obesità e possibile sviluppo di diabete per il bambino.

Come si possono gestire livelli elevati di glucosio nel sangue e quali sono i livelli corretti?

La prima cosa da fare per contrastare l’iperglicemia è avere una dieta appropriata e fare attività fisica regolarmente. Nel 70-80% delle donne questi due interventi sono sufficienti per riportare i livelli di glucosio alla normalità. Nel resto dei casi si rende necessaria la somministrazione di insulina (di solito solo per la durata della gravidanza) per aiutare l’organismo a contrastare l’insulino resistenza.

L’automonitoraggio regolare dei livelli di glucosio con l’apposito strumento (glucometro) permette al medico di valutare se la gestione del diabete è efficace e se la dieta introdotta è appropriata. Grazie all’automonitoraggio glicemico potrete inoltre verificare l’impatto positivo che l’attività fisica ha sul vostro organismo.

I livelli glicemici di riferimento durante la gravidanza sono:

A digiuno: <= 95 mg/dl
Un’ora dopo l’inizio del pasto: <= 140 mg/dl
Due ore dopo l’inizio del pasto: <= 120 mg/dl

Ricordate di misurare i vostri livelli di glucosio secondo le indicazioni del medico curante, prendete nota degli orari ed effettuate la misurazione correttamente.

La collaborazione tra voi e il vostro medico vi consentirà di minimizzare il rischio di complicanze dovute al diabete gestazionale.

Attività fisica

L’attività fisica ha un comprovato effetto benefico sia sulla salute della madre sia su quella del nascituro. Gli esercizi più raccomandati sono quelli all’aria aperta in quanto, oltre a migliorare la funzionalità muscolare, forniscono all’organismo un maggiore apporto di ossigeno e di vitamina D, che viene prodotta dalla pelle quando è esposta alla luce solare. La scelta del tipo di esercizi dipende dalle proprie preferenze e capacità. In ogni caso si raccomanda di dedicare almeno 30 minuti al giorno all’attività fisica.

Se siete a rischio di parto prematuro o avete avuto delle contrazioni dovrete evitare alcuni esercizi:

SI NO

Camminata

Nuoto

Ginnastica

Pallavolo, Basket

Tennis

Sport faticosi

Eccessivo Stretching

Lo sapevate?

  • L’esercizio fisico riduce i livelli di glucosio nel sangue – esercitatevi con regolarità, preferibilmente ogni giorno alla stessa ora;
  • Di solito il picco più alto del livello di glucosio si registra dopo colazione, per questo è il momento migliore per una camminata;
  • I bambini di mamme fisicamente attive durante la gravidanza sviluppano un senso dell’equilibrio migliore rispetto ai bambini le cui mamme non hanno fatto attività fisica;
  • Praticare molta attività fisica durante la gravidanza può influire positivamente sul parto e sul periodo di recupero.

Ricordatevi di:

  • Concordare con il vostro ginecologo il tipo di attività fisica più adatto a voi;
  • Frequentare un corso preparto;
  • Fare attività fisica ogni giorno!

Terapia insulinica

Se la dieta e l’esercizio fisico non sono sufficienti per mantenere i livelli di normoglicemia, il medico vi prescriverà l’insulina. Non preoccupatevi! L’insulina non comporta alcun rischio né per voi né per il vostro bambino. Viene somministrata tramite iniezioni sottocutanee che possono essere effettuate a casa. L’introduzione di una terapia insulinica richiederà un controllo più assiduo dei livelli di glucosio. Vi verrà chiesto di effettuare dei test aggiuntivi prima dei pasti e durante la notte e probabilmente vi verranno date ulteriori indicazioni in termini di dieta. Il fine di questa procedura è quello di stabilire la dose di insulina adatta a voi. Infatti, la terapia insulinica viene costruita su misura e individualizzata per ciascun paziente.

Non è una cosa difficile da gestire. Il medico deciderà la giusta dose di insulina e l’infermiera vi insegnerà come effettuare le iniezioni. Le visite di controllo saranno un po’ più frequenti e approfondite ma il trattamento insulinico, nella maggior parte dei casi, sarà necessario solo fino alla fine della gravidanza. Dopo il parto, previa valutazione del medico, probabilmente potrete interrompere il trattamento.

Ricordate:

  • Il mantenimento dei livelli di normoglicemia protegge il vostro bambino da eventuali complicanze;
  • Ogni donna può raggiungere i livelli di normoglicemia seguendo una dieta appropriata, facendo esercizio fisico o assumendo insulina;
  • L’insulinoterapia non comporta alcun rischio né per voi né per il vostro bambino.

Parto

Le donne con diabete gestazionale che riescono a mantenere livelli di glicemia il più possibile vicino alla norma generalmente partoriscono senza complicazioni particolari. Il diabete gestazionale di per sé non comporta necessariamente un parto cesareo. Tuttavia, è opportuno programmare il parto insieme al ginecologo. È il ginecologo infatti che decide quando e dove (nel caso sia necessario recarsi presso un centro specializzato) dovrete partorire.

Dopo la nascita, è raccomandato continuare a monitorare i livelli di glucosio per un paio di giorni.

6-12 settimane dopo il parto dovrete effettuare nuovamente il test della curva glicemica per verificare che il vostro metabolismo sia tornato alla normalità. Dopodiché, ogni anno si raccomanda l’esecuzione di un esame del sangue per la valutazione glicemica. Prima di programmare un’altra gravidanza, dovrete fare il test della curva glicemica in quanto il rischio di diabete per una gravidanza successiva è compreso tra il 30-50%.

Allattamento

Raccomandiamo a tutte le mamme di allattare i loro bambini! Per un bambino il latte materno è una risorsa molto preziosa, non solo perchè contiene tutti i nutrienti nelle giuste quantità e proporzioni, ma anche gli anticorpi che proteggono il bambino da eventuali malattie. Il contatto fisico tra la madre e il bambino, inoltre, crea un legame emotivo fortissimo.

Oltre a questo, le donne che allattano recuperano più velocemente la forma fisica e il peso che avevano prima della gravidanza. Nelle donne che hanno avuto il diabete gestazionale, infine, l’allattamento al seno riduce il rischio di sviluppare il diabete di tipo 2 e contribuisce alla salute generale del bambino.

Ricordate:

  • L’allattamento al seno risponde al meglio al fabbisogno di energia e di nutrienti del bambino;
  • Protegge il bambino dalle malattie nei primi anni di vita;
  • Crea un forte legame tra la mamma e il bambino;

Il latte materno è sempre disponibile e alla giusta temperatura!

Ci sono pochissime controindicazioni all’allattamento al seno e il diabete NON è una di queste.

Quale dieta seguire durante l’allattamento al seno?

La dieta seguita in gravidanza può essere resa un po’ meno rigida, ma è bene ricordare alcune regole base:

  • Mangiare poco ma spesso;
  • Il fabbisogno calorico varia da donna a donna e viene stabilito considerando anche l’eventuale necessità di perdere qualche chilo per tornare al peso-forma;
  • L’allattamento al seno comporta un dispendio energetico di circa 500 calorie al giorno;
  • È necessario includere nella dieta il giusto apporto di nutrienti, minerali, vitamine e microelementi;
  • La quantità di latte prodotto dipende principalmente dalla quantità di liquidi assunti, non dal cibo; per questo è consigliabile bere circa 1,5 litri in più di acqua al giorno.

* Fonte: AMD-SID Standard Italiani per la cura del Diabete Mellito 2016 - P.29

** Fonte: AMD-SID Standard Italiani per la cura del Diabete Mellito 2016 - P.30